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Aceto: molto sapore, poche calorie

C’è chi usa l’aceto in modo quasi automatico, preferendolo di gran lunga al limone per condire insalate e verdure, e chi invece non ne apprezza in modo particolare o per nulla il gusto aspro, oppure lo ritiene un alimento artefatto e poco salutare. In effetti, l’aceto è un “insaporitore” del tutto naturale che si ottiene grazie all’azione di particolari batteri che in presenza di ossigeno fanno fermentare l’etanolo contenuto nel vino rosso o bianco trasformandolo in acido acetico, la sostanza responsabile del sapore acidulo e pungente del prodotto finale. Poco calorico (contiene mediamente dalle 5 alle 20 calorie ogni 100 grammi), l’aceto può essere un valido aiuto in cucina per dare brio ai piatti più semplici e per risparmiare su altri tipi di condimento più “pesanti”.

Quante calorie?

Poco calorico, contiene mediamente dalle 5 alle 20 calorie ogni 100 grammi. In altre parole, ne basteranno pochi cucchiaini.

Quanto aceto posso usare sulle pietanze?

Con l’aceto (di vino, di mele…) non occorre esagerare: innanzitutto va detto che l’aceto ha un gusto deciso e, usandone troppo, si rischia di “nascondere”il vero sapore degli alimenti. Inoltre, è bene sottolineare che l’abitudine a consumare molto aceto può con l’andare del tempo scatenare acidità di stomaco ed eventuali problemi digestivi.

Quale aceto devo scegliere?

In commercio il più facile da reperire è senza dubbio l’aceto di vino, bianco, rosso oppure balsamico, originale delle province di Modena e Reggio Emilia. Tuttavia, nei diversi ipermercati oggi ci sono molti altri aceti prodotti a partire da frutta e cereali, da usare in alternativa all’aceto di vino: aceto di miele, aceto di cocco, aceto di lamponi,  aceto di riso, aceto di mele e aceto di ribes. Questi ultimi possono essere impiegati per insaporire i piatti oppure come integratori: in tal caso, ne basta un cucchiaino al giorno, preferibilmente la mattina a digiuno.

Aceto di mele

L’aceto di mele che si ottiene dal sidro o dal mosto di mela è un’altra alternativa al classico aceto di vino. Recenti ricerche scientifiche ne confermano le numerose proprietà curative:

  • una azione detossificante su fegato e intestino, in quanto favorisce la digestione, nutre la flora batterica, riattiva la peristalsi (grazie alla pectina della) e contrasta il colesterolo alto.
  • una potente azione rimineralizzante, poiché apporta potassio, fosforo, cloro, magnesio, calcio, zolfo, ferro, fluoro, silicio: agendo in sinergia, tutti questi sali minerali regolano le attività metaboliche e migliorano il drenaggio di liquidi e tossine.

Tra i vari tipi di aceto di mele, è meglio sceglierne uno dall’aspetto torbido in quanto conterrà più fibre, sostanze enzimatiche e pectina. Invece un aceto di mele troppo chiaro e trasparente è stato troppo raffinato e ha quindi perso gran parte delle sue virtù.

Aceto sulle pietanze dolci?

Assolutamente si, si presta moltissimo sulle pietanze dolci, in particolare sulle macedonie di frutta in alternativa al classico succo di limone: in questo modo, si rendono maggiormente disponibili i sali minerali presenti nella frutta e, soprattutto, si eviterà di esagerare con l’aggiunta di zucchero, che copre i sapori e moltiplica le calorie.

 

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