Dieta e Patologie

Steatosi epatica e fegato grasso: cibi da evitare

Cosa è la Steatosi epatica?

Comunemente con l’ espressione di fegato grasso, clinicamente nota come steatosi epatica o anche epatosteatosi,  si vuole indicare una condizione di eccessivo aumento di grasso internamente alle cellule epatiche a causa di un apporto eccessivo di alimenti grassi con la dieta  e/o di una alterata capacità di smaltire i grassi alimentari. Di solito la steatosi insorge in presenza di altre condizioni mediche, come l’obesità, il diabete, e/o elevati livelli di trigliceridi nel sangue, condizione patologica definita come sindrome metabolica.  Alcune volte l’infiammazione di un fegato grasso è collegata all’abuso di alcol; in tal caso si parla di steatoepatite alcolica. Diversamente si parla di steatoepatite non alcolica, o anche NASH ( acronimo di nonalcoholic steatohepatitis), suddivisione che fa in sostanza riferimento alle cause che l’hanno provocata. La sintomatologia della steatosi epatica è piuttosto eterogenea:

  • ingrossamento del fegato(epatomegalia )
  • dolore in sede dell’ipocondrio destro
  • ingrossamento della milza (splenomegalia)
  • ittero in stato avanzato (pigmentazione giallastra della pelle e degli occhi )

Talvolta un fegato grasso non produce sintomi di per sé, dunque il soggetto interessato apprende di avere il fegato grasso quando fa degli esami medici per altre ragioni.

Esami di laboratorio e Alimentazione da adottare

Dal punto di vista ematico, gli esami di laboratorio mostreranno:

  • l’incremento delle transaminasi  (AST-ALT) marker specifici di danno cellulare epatico
  • maggior  tempo di protrombina  (intesa come velocità di coagulazione del sangue influenzata dalle proteine  sintetizzate dal fegato

Essendo la steatosi e la steatoepatite disturbi associati ad alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico, all’obesità ed all’insulino-resistenza: “Un regime alimentare corretto ed equilibrato, associato ad una condizione di normopeso ed ad una regolare attività fisica ad intensità medio-alta, rappresenta la prima e più importante terapia. “ Essi rappresentano i migliori strumenti di cui avvalersi per prevenire e/o eventualmente trattare la maggior parte dei casi di steatosi epatica. Oltre alla quantità degli alimenti, occorre controllare la qualità degli stessi. Un regime alimentare corretto non significa necessariamente perseguire un regime particolarmente  punitivo ; tuttavia sarà fondamentale in primis:

-Assicurare una drastica abolizione del consumo di alcolici e superalcolici

-Assicurare un adeguato apporto di grassi nella dieta entro i corretti fabbisogni.

-Ridurre l’apporto dei grassi idrogenati, meglio noti come “grassi trans” presenti nelle margarine e in molti prodotti preparati industrialmente e piatti già pronti.  Il mio consiglio è quello di leggere attentamente le etichette.

-Per chi fa largo uso di latte, è preferibile optare verso latte parzialmente o totalmente scremato

-Abolizione dei cibi spazzatura , fast-food e similari

-Limitare il consumo di salumi (pancetta, salame, etc..)

-Massima moderazione del consumo delle bibite zuccherate  e dei dolci in genere (marmellate, dolciumi, gelati, cioccolata)

– Privilegiare carboidrati complessi (pane, pasta, riso) a basso indice glicemico, preferibilmente integrali per aumentare l’apporto di fibra

-Privilegiare preparazioni semplici evitando intingoli, fritture e aggiunta di panna, maionese, mascarpone e salse in genere. E’ consigliabile aromatizzare i piatti con delle erbe aromatiche.

E’ fondamentale procedere alla promozione di una dieta per depurare il fegato , ricca di antiossidanti, assicurando quindi un giusto intake di buone dosi di acido ascorbico, polifenoli, cinarina. Tale indicazione nella pratica è realizzabile mediante il consumo con maggiore frequenza di agrumi, carciofo (contenente cinarina), cardo mariano (silimarina), mela, mirtillo, cavolo ed olio extravergine di oliva crudo (antiossidanti).

E’ fondamentale ricordare che:

  • La riduzione dell’apporto calorico porta a un miglioramento delle transaminasi in circa il 50 % dei pazienti.
  • Evitare una perdita di peso troppo veloce che può portare alla formazione di calcoli biliari.

Conseguenze della steatosi epatica

  • La steatosi può non comportare alcun danno, oppure portare a infiammazione del fegato. Quest’ultima condizione prende il nome di steatoepatite e può essere molto dannosa.
  • L’infiammazione può portare, nel tempo, alla formazione di cirrosi, condizione caratterizzata da un fegato infiammato divenuto  fibroso e indurito col passare del tempo;  passo decisivo verso la ridotta funzionalità dell’organo e l’insufficienza epatica conclamata.

 

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