Dieta e Patologie

Sclerosi multipla: curiamoci anche a tavola…

Cos’è la sclerosi multipla?

La sclerosi multipla è una patologia del Sistema Nervoso Centrale (SNC) le cui cause non sono ancora completamente note, nonostante i progressi della ricerca scientifica. Il Sistema Nervoso Centrale comprende il cervello (contenuto nella scatola cranica) e il midollo spinale (contenuto nel canale vertebrale). Nel SNC vi sono cellule specializzate, i neuroni, in grado di trasmettere segnali nervosi attraverso i loro prolungamenti, gli assoni (fibre nervose). Gli assoni sono protetti da una guaina isolante, che permette una propagazione rapida ed efficiente del segnale. Questa guaina si chiama mielina e rappresenta il punto d’attacco della sclerosi multipla.

La sclerosi multipla non è una malattia fatale. Il trattamento precoce della sclerosi multipla può rallentarne la progressione.

Quali sono i  sintomi della sclerosi multipla?

La sclerosi multipla può interessare qualsiasi funzione cerebrale, di conseguenza può manifestarsi con sintomi diversi da individuo a individuo. I sintomi più frequenti sono i seguenti:

  • difficoltà di deambulazione
  • stanchezza (anche nello svolgimento di attività usuali)
  • disturbi della vista (vista offuscata o visione doppia)
  • disturbi della sensibilità (sensazione di torpore o di formicolio agli arti, difficoltà nella percezione tattile)
  • problemi di equilibrio e coordinazione motoria (vertigini, atassia, tremore)
  • dolore cronico
  • spasticità (dolori muscolari, dalla lieve tensione muscolare alla contrattura dolorosa di braccia o gambe)
  • depressione
  • problemi legati alla funzione sessuale
  • disturbi vescicali (es. incontinenza)
  • disturbi intestinali (es. stipsi)
  • disturbi del linguaggio (es. disartria)
  • disturbi cognitivi (problemi di memoria e concentrazione)

I sintomi della sclerosi multipla devono essere affrontati in modo specifico, in quanto per ognuno di essi esistono diversi approcci farmacologici o altre modalità di trattamento come quelle legate alla fisioterapia.

La sclerosi multipla è una malattia ereditaria?

La sclerosi multipla non è ereditaria, nel senso che non viene trasmessa geneticamente ai figli. Tuttavia, esiste una predisposizione genetica in quanto vi sono studi che hanno evidenziato come figli di genitori con sclerosi multipla o parenti stretti di persone con sclerosi multipla abbiano una maggiore probabilità di sviluppare questa patologia. Alcune ricerche suggeriscono, inoltre, che l’esposizione ad alcuni virus possa stimolare il sistema immunitario e favorire l’insorgenza della sclerosi multipla.

Come gestire la malattia?

Affrontare la sclerosi multipla e imparare a conviverci richiede attenzione continua rivolta anche ad altri aspetti, quali una corretta alimentazione, l’esercizio fisico e una buona gestione dello stress.

E’ altamente consigliabile curarsi del proprio stato di salute. Per questo è importante, come per tutti del resto, seguire uno stile di vita sano, con un’alimentazione completa e bilanciata e un’attività fisica adeguata alle proprie possibilità e attitudini.

Alimentazione nella Sclerosi Multipla

La SM è una malattia imprevedibile che colpisce ciascuna persona in modo diverso. E’auspicabile  migliorare la propria dieta e massimizzare gli effetti positivi che quest’ultima può avere sui sintomi. Mangiare bene fa bene a tutti, ma è specialmente importante per le persone con SM il ruolo e l’adozione di una dieta ben bilanciata che fornisca energia e che rinforzi la capacità dell’organismo nel combattere le infezioni. Contribuisce, inoltre, a mantenere una buona funzione vescicale ed intestinale e può aiutare la persona a gestire alcuni dei propri sintomi, come la fatica.

Attualmente non ci sono prove che un’alimentazione particolare da sola possa influire sulla sclerosi multipla e non c’è una dieta universalmente riconosciuta in grado di migliorare i sintomi della patologia.

Per questo è necessario sempre considerare individualmente quali siano i fabbisogni energetici che dipendono dall’età, dallo stato della malattia, dall’attività fisica, dal metabolismo e dalle variazioni di peso e valutare con il proprio nutrizionista la compatibilità di diete particolari o di integratori con il proprio stato di salute.

Molte diete sono state proposte come trattamento per la malattia, sulla base del principio che la sclerosi multipla potesse essere dovuta a squilibri alimentari o alla mancanza/eccesso di alcuni componenti nell’organismo.  Alcune sono ancora seguite come per esempio la dieta Kousmine, benché al momento, non esistano dati certi al riguardo e la dieta di Swank, mentre altre rispetto al passato sono cadute in disuso come per esempio la dieta priva di glutine, priva di allergeni, dieta con dosi elevate di acido ascorbico, ed altre ancora che non hanno avuto alcun effetto sul decorso della SM. Molte di queste sono costose e possono creare inoltre alterazioni nell’equilibrio alimentare della persona. Nelle persone con SM la tendenza, molto frequente, all’inattività può condurre ad un eccessivo aumento di peso, da rendere così difficili quei movimenti già deficitari; altresì si verificano, per perdita di appetito, situazioni con riduzioni eccessive di peso spesso accompagnate da debolezza e astenia generale che aggrava la funzionalità già compromessa.

Nel decorso della SM alcuni sintomi possono influire sulla scelta degli alimenti come ad esempio i disturbi intestinali o la difficoltà a deglutire (disfagia).  A questi si può affiancare anche una perdita di appetito spesso legata agli effetti collaterali di alcuni farmaci. Tutti questi fattori devono essere attentamente monitorati.

Nell’ambito di una dieta bilanciata alcuni nutrienti e cibi sono particolarmente utili al mantenimento del sistema nervoso centrale e per la protezione della guaina mielinica. Il riferimento è rivolto a:

  • Proteine:  esse sono importanti per le persone con SM per prevenire le ulcere da decubito o per rimediare alle perdite di peso significative, con conseguente diminuzione di massa muscolare. Le principali fonti di proteine sono: carne, pesce, latte, formaggio, yogurt, uova e legumi (soia, tofu, lenticchie, fagioli).
  • Carboidrati: un adeguato apporto di carboidrati nella dieta è molto importante poiché una loro carenza può peggiorare uno dei sintomi più frequenti della SM, la fatica. I carboidrati garantiscono l’energia necessaria a mantenere attivo l’organismo senza intaccare le riserve di zucchero (sotto forma di glicogeno conservato nel fegato) e le scorte di grasso. Se nella dieta mancano i carboidrati, il corpo è costretto a utilizzare le proteine, sottraendole alla massa muscolare, come fonte di energia. Questo è uno dei motivi per cui un’alimentazione povera di pasta, legumi, cereali e zuccheri può accentuare il sintomo della fatica ed essere controindicata per una persona con SM.
  • Vitamina D e Calcio: al momento non vi sono prove sufficienti per raccomandare terapie con vitamina D per la SM però è giustificato raccomandare l’assunzione di vitamina D e di calcio alle persone con SM come prevenzione dell’osteoporosi, specie nel periodo della menopausa, in terapia con cortisonici o in condizioni di scarsa mobilità. Precursore degli ormoni steroidei, prodotta del nostro corpo durante l’esposizione ai raggi ultravioletti solari, coinvolta nel metabolismo del calcio di cui aiuta l’assorbimento, la vitamina D sarebbe in grado di aumentare la proliferazione dei linfociti e di ridurre la produzione di citochine (mediatori dell’infiammazione). Le persone che vivono in Paesi dal clima temperato, come l’Italia, non hanno bisogno di integrazioni perché l’esposizione al sole è sufficiente per assicurare la giusta dose di vitamina D all’organismo. La vitamina D si trova nei pesci grassi (aringa, salmone), nel fegato, nel burro, nelle uova e nei formaggi. Per rafforzare le ossa si consiglia di mangiare latte, formaggio e yogurt, oppure verdure verde scuro, pesci, legumi, noccioline, salmone e mandorle. Per un apporto ottimale di calcio, in caso di diete prive di latticini, si consiglia un’integrazione con preparati a base di carbonato di calcio.
  • Vitamina B12: non ci sono dati scientifici per raccomandare un’integrazione di vitamina B12 nella dieta di persone con SM, se non nei deficit vitaminici eventualmente valutati con esami del sangue specifici. La vitamina B12 è impiegata nella sintesi dei globuli rossi e contribuisce alla buona funzionalità del sistema nervoso in qualità di prerequisito della sintesi della mielina, tuttavia non esistono ricerche ampie e controllate sulle integrazioni di vitamina. Le risorse di vitamina B12 includono: il fegato e le carni in genere, il pesce, il latte, le uova e i molluschi. I livelli raccomandati d’assunzione sono: 1-2 mg al giorno, quantità largamente coperta dalla dieta.
  • Selenio: al momento è difficile determinare gli esatti effetti che il selenio potrebbe avere sulla SM.
  • Lipidi: comunemente chiamati grassi, sono usati dall’organismo come sorgente e riserva di energia, forniscono gli acidi grassi essenziali, sono componenti fondamentali delle membrane delle cellule, degli ormoni e di altre sostanze che agiscono sul sistema immunitario e sono contenuti in grandi quantità nel sistema nervoso. Dai risultati di alcuni studi si è fatta strada anche l’ipotesi che la SM possa essere legata, in qualche modo, a un’alterazione del metabolismo dei lipidi. Da qui la proposta, a volte non sperimentata scientificamente di diete che modificano l’apporto lipidico per attenuare i sintomi della SM. Facciamo, dunque, un pò di chiarezza.
  • Per un’alimentazione sana ed equilibrata, il consumo di grassi saturi andrebbe ridotto anche perché tendono a depositarsi con più facilità sulle pareti delle arterie e innalzare il livello di colesterolo nel sangue. Inoltre alcuni studi clinici sembrano concordi nel suggerire che un basso consumo di grassi saturi (< 20 gr/giorno) è correlato a un deterioramento più lento e a una diminuzione della fatica.
  • Per quanto concerne il ruolo degli acidi grassi polinsaturi, la questione rimane ancora aperta. L’organismo può sintetizzare tutti gli acidi grassi tranne due, definiti essenziali: l’acido linoleico (omega-6) e l’acido linolenico (omega-3), che pertanto devono essere introdotti con la dieta. Tuttavia, i dati disponibili sono insufficienti per valutare correttamente gli eventuali effetti positivi o dannosi degli acidi grassi polinsaturi. Al momento non ci sono dati sufficienti e del tutto concordi per raccomandare alle persone con SM di aumentare l’apporto di acidi grassi essenziali nella dieta con integratori extra. E’ comunque, tuttavia, importantenon trascurare il loro ruolo a tavola  poiché è vero che, tra le ipotesi per spiegare la malattia, è stata formulata anche quella che una carenza di acido linoleico può causare un difetto nella sintesi delle membrane mieliniche, rendendole più fragili e suscettibili ai danni derivati dall’ambiente.

Si può praticare lo sport con la sclerosi multipla?

Molte persone con sclerosi multipla continuano la loro attività fisica e sportiva anche dopo la diagnosi. Gli effetti della sclerosi multipla possono, nel tempo, rallentare i movimenti e ostacolare la coordinazione, ma anche con la consapevolezza di questi limiti si può comunque trarre beneficio dall’attività sportiva.
Una considerazione particolare per le persone con sclerosi multipla è che l’esposizione al sole e al caldo può far peggiorare i sintomi. Questo effetto è temporaneo e reversibile, ma è sempre buona cosa riguardarsi dal sole e dalle alte temperature. Le attività fisiche possono essere anche molto semplici come passeggiare, praticare yoga e stretching. Per una persona con sclerosi multipla una corretta attività fisica può comportare:

  • riduzione della sensazione di fatica
  • aumento della flessibilità degli arti inferiori e delle articolazioni
  • migliore tono muscolare
  • migliore mineralizzazione dell’osso
  • miglioramento dell’umore.

La sclerosi multipla può essere curata?

Non ci sono cure per la sclerosi multipla, ma le terapie attualmente disponibili possono far più che curare semplicemente i sintomi della sclerosi multipla: possono ridurre il numero di ricadute e rallentare la progressione della malattia. Una ricaduta si ha quando i sintomi peggiorano o quando compaiono nuovi sintomi. Nonostante le ricadute siano temporanee, possono portare nuovi sintomi o disabilità permanenti.

Come fare la diagnosi di sclerosi multipla?

Occorre eseguire alcuni esami per averne conferma. Non si effettua una diagnosi solo sulla base dei sintomi, ma la loro presenza può orientare verso di essa. Di estrema utilità è la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN), che permette di evidenziare le lesioni da demielinizzazione. Tra gli altri test che possono essere effettuati vi sono la puntura lombare, che permette al medico di raccogliere ed esaminare il liquido cefalorachidiano o liquor (fluido incolore e trasparente che circonda il cervello, midollo spinale e le radici dei nervi periferici) e valutare i marker a sostegno della diagnosi di sclerosi multipla, e l’esame dei potenziali evocati, un test che consente di registrare la risposta del sistema nervoso agli stimoli.

Falsi miti: Diciamo “NO”  ai luoghi comuni sulla malattia

 Non esiste una terapia per la sclerosi multipla, perciò non posso fare nulla.     FALSO

Anche se è vero che non esiste una cura in grado di guarire definitivamente dalla sclerosi multipla, sono disponibili trattamenti in grado di rallentare il decorso della malattia e strategie per il controllo dei sintomi. Come per molte altre malattie croniche, ad esempio il diabete, molte persone trovano il giusto modo di combinare terapie farmacologiche, dieta, esercizio fisico e cambiamenti nello stile di vita per essere in grado di gestire la malattia al meglio. Semplici esercizi, come passeggiare regolarmente, nuotare o andare in bicicletta, affiancati da una dieta bilanciata, ricca di frutta fresca, verdure e cereali integrali, possono contribuire al benessere della persona con sclerosi multipla.

Presto o tardi finirò su una sedia a rotelle.   FALSO

In realtà solo una bassa percentuale di pazienti dovrà ricorrere alla sedia a rotelle. Alcune terapie, in grado di modificare il decorso della malattia, hanno evidenziato la capacità di rallentare la progressione e di ridurre la necessità di supporti per la deambulazione. È importante iniziare precocemente e persistere nel trattamento.

Tutte le terapie della sclerosi multipla sono uguali.    FALSO

Vi sono molte differenze tra le diverse terapie oggi disponibili. Esistono diverse opzioni terapeutiche e ogni paziente ne dovrebbe valutare i pro e i contro con il medico curante, per stabilire quale sia il trattamento che meglio risponde alle sue necessità.

Poiché la sclerosi multipla può avere un’evoluzione lenta, posso aspettare prima di iniziare il trattamento farmacologico.    FALSO

Scegliere una terapia e iniziarla il più presto possibile può risultare determinante per la sua efficacia. Gli studi effettuati dimostrano che alcuni dei danni causati dalla sclerosi multipla non sono reversibili, per cui identificare la malattia e trattarla precocemente costituisce il modo migliore per rallentarne la progressione e ridurre il numero di recidive o attacchi.

Quando c’è una recidiva significa che il trattamento non è efficace.    FALSO

La terapia non elimina il rischio di recidive, le riduce; non arresta il decorso della malattia, lo rallenta. Il modo migliore per valutare se il piano terapeutico funziona è quello di effettuare regolarmente esami come la RMN e, ovviamente, di parlare con il neurologo.

Si può morire di sclerosi multipla.    FALSO

Secondo le statistiche, le aspettative di vita di coloro che sono affetti da sclerosi multipla sono circa le stesse della popolazione generale ed hanno lo stesso rischio di sviluppare malattie come il cancro, le cardiopatie e l’ictus. I soggetti con sclerosi multipla, infatti, raramente muoiono a causa della sclerosi multipla stessa.

Ho avuto una malattia infettiva ed è questa che ha scatenato definitivamente la mia sclerosi multipla.    FALSO

La causa della sclerosi multipla non è nota, sebbene esistano numerosi fattori che giocano un ruolo nella sua patogenesi. Fra questi, la razza, i fattori genetici e ambientali. Le donne hanno una probabilità maggiore di sviluppare la sclerosi multipla. Alcuni studi evidenziano che certi virus, per esempio il virus della parotite (orecchioni), l’herpes virus e il virus della varicella, possono contribuire allo sviluppo della sclerosi multipla, ma un legame certo con una specifica causa virale non è ancora stato trovato.

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