Dieta e Patologie

La Sindrome di Alport

Che cosa è e come si manifesta la sindrome di Alport

La sindrome di Alport è una malattia genetica rara, caratterizzata dalla progressiva perdita di funzione renale e uditiva e, in alcuni casi, anche da alterazioni oculari.  Tale malattia causa alterazione delle membrane basali, soprattutto di quelle glomerulari, che determina insufficienza renale cronica. I sintomi più frequenti della malattia sono rappresentati da ematuria, nefropatia glomerulare, sindrome nefrosica, insufficienza renale, sordità percettiva.

Da cosa è causata?

È causata da un difetto nella sintesi del collagene. Il collagene è una proteina che:

  • costituisce la struttura fondamentale del tessuto connettivo
  • concorre alla formazione delle pareti dei vasi, delle ossa, della cartilagine, dei tendini, dei legamenti
  • rappresenta la sostanza fondamentale di cui sono costituiti i reni.

 Esistono diversi tipi di collagene, il collagene difettoso implicato nella sindrome di Alport è il collagene di tipo IV che è una proteina strutturale fondamentale della membrana basale del glomerulo renale. Il collagene di tipo IV è formato da 6 catene proteiche diverse, dette alfa1, alfa2, alfa3, alfa4, alfa5 e alfa6. In base al tipo di catena difettosa distinguiamo diverse forme di sindrome di Alport:

  • difetto delle catene alfa5 àforma “classica”, legata al cromosoma X,
  • difetto delle catene  alfa3 e alfa4 a forma autosomica, recessiva o dominante, meno frequenti.  I geni mutati in queste forme sono chiamati COL4A3 e COL4A4, localizzati sul cromosoma 2.

Quale forma di Alport è la più comune?

In generale, la forma “classica”,che è la più comune in quanto rappresenta l’85% dei casi, ha una trasmissione genetica legata al cromosoma X ed è dovuta ad una mutazione nel gene COL4A5.

In questa forma i sintomi sono presenti prevalentemente nei soggetti di sesso maschile, mentre le femmine sono nella maggior parte dei casi portatrici “sane”, anche se molto spesso possono presentare micro-ematuria cioè piccole quantità di sangue nelle urine, evidenziabili solo con un esame delle urine. Invece,  raramente, presentano macro-ematuria ovvero una quantità visibile di sangue nelle urine e/o insufficienza renale. La micro-ematuria  è presente nei maschi fin dall’infanzia con possibili episodi di macro-ematuria.

Circa l’80% dei maschi ed il 57% delle femmine presenta anche sordità neurosensoriale, cioè di tipo percettivo; inizialmente lieve, il deficit uditivo peggiora con il progredire dell’età.

Nel 72% dei maschi e nel 38% delle femmine sono presenti delle caratteristiche lesioni oculari, in corrispondenza della retina e del cristallino.

Sindrome di Alport: forma classica “giovanile” e “dell’adulto”

La forma classica viene distinta in due forme, in base all’età in cui compare l’insufficienza renale:
– Sindrome di Alport  giovanile se l’insufficienza renale cronica compare entro la i  30 anni
– Sindrome di Alport dell’adulto, quando l’insufficienza renale cronica compare dopo i 30 anni.

Esiste una forma clinica meno grave della sindrome di Alport “classica”, chiamata ematuria familiare benigna (EFB), dovuta a mutazioni dei geni COL4A3 e COL4A4: questa forma, che si trasmette in maniera autosomica dominante, tipicamente non evolve verso l’insufficienza renale.

Come avviene la diagnosi della sindrome di Alport

La diagnosi si basa sulla storia clinica e sulla storia familiare del paziente e viene confermata dall’analisi immunoistochimica dell’espressione del collagene di tipo IV in campioni di biopsia renale o cutanea o dall’analisi al microscopio elettronico di biopsie renali. È inoltre possibile eseguire l’analisi genetica, con ricerca di mutazioni nei geni COL4A3, COL4A4, COL4A5.

E’possibile anche fare una diagnosi prenatale?

Si è possibile, se si conosce la mutazione, presso istituiti che offrono questo tipo di servizio.

Cura e terapia attualmente disponibili per la sindrome di Alport

Attualmente non esiste una terapia specifica se non quella sintomatica volta ad alleviare i disturbi clinici nel paziente (dieta ipoproteica, assunzione di farmaci anti-ipertensivi, protesi oculari ed acustiche, ecc.). I pazienti affetti vanno sottoposti a frequenti controlli per valutare la funzionalità renale e la pressione del sangue. In caso di insufficienza renale gli unici interventi possibili sono la dialisi e il trapianto di rene.

Cosa comporta avere questo tipo di malattia?

L’evoluzione dipende dal tipo di forma genetica da cui si è affetti e, nella forma X-linked, dal  sesso del paziente.

La forma più diffusa, circa l’80 % dei casi, come dicevamo, è quella con trasmissione X-linked, legata a mutazioni del gene COL4A5. In questo caso, ad esserne colpiti in maniera più severa sono i maschi, la cui evoluzione renale giunge sempre alla necessità di dialisi e trapianto. Il 75% circa dei maschi prima dei 30 anni). Nel sesso femminile, il quadro clinico è più attenuato e solo un 20%di esse evolve verso l’insufficienza renale, difficilmente prima dei 40 anni.
Nelle forme a trasmissione autosomica, il sesso è indifferente relativamente alla trasmissione e al grado di gravità della malattia: la forma recessiva è la più severa, con una evoluzione sovrapponibile, se non più rapida, del maschio con malattia legata al cromosoma X; quella dominante è più benigna e, quando evolutiva, solitamente è molto lenta nel tempo.

La sordità ed i problemi oculari interessano tutti?

Assolutamente no, al contrario del danno renale che è invece presente in tutti i pazienti.

Il danno uditivo è rappresentato da una sordità neurosensoriale progressiva che può talvolta giungere alla necessità dell’uso di protesi acustiche. Una precoce perdita dell’udito viene considerata come fattore prognostico negativo, relativamente all’evoluzione del danno renale.

L’incidenza, invece, di danno a livello oculare è più bassa di quella della sordità nelle diverse casistiche europee.

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