“Sine Bacco et Cerere frigescit Venus”
In altre parole: “Senza la compagnia di Bacco (dio del vino) e di Cerere (dea del cibo), Venere (dea dell’amore) languisce.”

Al fine di destare la curiosità e l’interesse dei nostri lettori con informazioni chiare e precise, fondate su una reale validità scientifica e lontane da quelle che sono le tradizionali credenze comuni, ci addentriamo oggi, in questa sezione del sito, nei meandri di una tematica salutistica ed erotica al tempo stesso: Alimenti e cucina afrodisiaca. Innanzitutto cominciamo col dire che con il termine di “Cucina afrodisiaca” definiamo un insieme variegato di ricette che utilizzano singolari e talvolta rari ingredienti che realmente o soltanto nell’immaginario collettivo ci predispongono ad entrare in perfetta sintonia col nostro partner.

Tali ingredienti sembrerebbero avere la caratteristica di risvegliare certe passioni e percezioni assopite ed intorpidite e pertanto chiamati “afrodisiaci”, dal nome di Afrodite, la favolosa divinità greca dell’amore, della bellezza e della sensualità per eccellenza.

Quali sono le origini della Cucina Afrodisiaca?

Gli antichi Romani la sapevano lunga. È infatti una convinzione arcaica ben radicata nel corso dei secoli quella secondo cui gli alimenti possano influire positivamente o negativamente sugli stimoli e sulle prestazioni sessuali.
A dimostrazione di ciò basti ricordare i copiosi banchetti romani, degeneranti sempre da orge dello stomaco in orge vere e proprie…

Una vera e propria cucina afrodisiaca nasce in Francia nella seconda metà del XVII secolo, quando si comincia a dar peso, oltre che alle materie prime, alle preparazioni culinarie.
Infatti, soprattutto in Francia si definiscono e si affinano minuziosamente le regole della cosiddetta “cuisine d’amour” attribuite alle più celebri amanti dei sovrani francesi.
Perfino nel Medioevo, negli antichi monasteri medievali il consumo della carne era severamente proibito al punto tale che chi la toccava, in genere gli anziani e i malati, veniva isolato e sottoposto a severe punizioni.

Quali sono i cibi e le erbe afrodisiache?

Nella credenza popolare, tra i cibi considerati come ottimi afrodisiaci troviamo

  • quelli che, per forma, ricordano il fallo: il sedano, la banana, l’anguilla.
  • quelli che sono ancora più direttamente legati all’anatomia maschile, come i testicoli di toro o di altri animali
  • quelli considerati punto di partenza della vita e quindi scrigno di potenza, quali le uova a partire da quelle di gallina, passando per quelle di quaglia, senza dimenticare le uova stagionate di pesce
  • quelli la cui vera o presunta capacità di stimolare l’erotismo dipende dal loro carattere «caldo» e «forte»: sono di questo tipo innumerevoli spezie e droghe la cui provenienza esotica e il cui prezzo, che già in passato era alto, hanno avuto una notevole importanza nell’attribuire loro questa proprietà.

In realtà la scienza ne sostiene degli altri, ricchi di specifici enzimi e/o minerali, con proprietà vasodilatanti oppure in grado di stimolare i sensi tramite specifici aromi, colori e sapori… Vediamo nello specifico quelli più noti:

  • Banane : oltre alla caratteristica forma simulante quella dell’organo maschile, sono ricche di ‘bromelina’, un enzima il cui utilizzo principale in medicina è legato agli effetti antinfiammatori, che però sembrerebbe anche migliorare le prestazioni erotiche maschili.
  • Fragole : ottime fonti di vitamina C e quindi ottime alleate della salute, dal colore rosso come quello della passione per antonomasia.
  • Ostriche e cozze : frutti di mare che richiamano alla mente più o meno direttamente la controparte femminile. Sono inoltre ricche di zinco, un minerale considerato benefico per l’apparato riproduttivo.
  • Mais : il suo effetto afrodisiaco sarebbe dovuto alla mancanza in questo alimento di un amminoacido, il triptofano, una sostanza da cui viene sintetizzata la serotonina, che è un inibitore.
  • Frumento : di cui solo recentemente sono state ipotizzate potenziali qualità afrodisiache. Il tegumento esterno del chicco di frumento, cioè ciò che finisce in crusca, contiene l’aleurone, una sostanza che ha appunto effetti «potenzianti» sull’uomo.
  • Cioccolato : ricco di feniletilammina la cui presenza è associata con la diminuzione del fenomeno della depressione ed ottima fonte alimentare di flavonoidi, rinomati antiossidanti presenti negli alimenti di origine o derivazione vegetale, come il tè, il vino rosso, gli agrumi ed i frutti di bosco. 

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