Che cos’è il caffè verde crudo? 

Innanzitutto cominciamo col dire che il caffè verde crudo, anche noto come “Green Coffee”, è un vero e proprio nervino a tutti gli effetti, ottenuto per infusione dei semi contenuti nelle drupe macinati e non torrefatti di Coffea (C. arabica L., C. robusta Linden, C. liberica Hiern ecc.), una pianta appartenenti alla famiglia delle Rubiacee. La specie botanica dalla quale si ottiene il miglior caffè verde crudo, considerata più importante per le caratteristiche organolettiche e gustative,  è la C. arabica. Il “Green Coffee”, talvolta oggetto di sofisticazione alimentare, si distingue dalla bevanda classica per aspetto, aroma, sapore e caratteristiche nutrizionali. L’unica proprietà comune tra il caffè tostato e quello verde crudo è la presenza di caffeina.

Perché il caffè verde crudo “dovrebbe” far dimagrire?

Come anticipato, il caffè verde crudo contiene caffeina, una molecola frequentemente utilizzata in ambito dimagrante per le sue interazioni con il tessuto adiposo.
La caffeina, nervino stimolante appartenente alla famiglia delle metilxantine possiede un effetto positivo sia diretto che indiretto sullo smaltimento del tessuto adiposo umano; quello diretto consiste nella capacità di promuovere la liberazione degli acidi grassi dal deposito al circolo sanguigno, mentre quello indiretto si manifesta con lo stimolo secretorio di catecolamine (adrenalina, noradrenalina) le quali, a loro volta, intervengono sul tessuto adiposo facilitando la lipolisi ed iper-attivando alcuni meccanismi fisiologici o distretti specifici inducendo: aumento delle pulsazioni cardiache, aumento del flusso coronarico, maggior reclutamento muscolare nello sport, maggiore stimolazione nervosa ecc… Tuttavia, pur vantando tali caratteristiche ottimali ai fini di un buon dimagrimento, per essere efficace la caffeina nell’ espletare le sue proprietà, deve essere assunta in concomitanza di due elementi essenziali: Regime calorico adeguato e moderato e dispendio energetico elevato.

Si desume dunque che il ruolo della caffeina è quello di  accentuare ed enfatizzare gli effetti dimagranti di un corretto regime alimentare e di un regolare livello di attività fisica ma non sembrerebbe in grado di conferire alcun dimagrimento apprezzabile indipendente, se non adeguatamente supportato.

Il caffè verde crudo contiene la stessa caffeina del caffè tradizionale? 

Rispetto al caffè tostato, il caffè verde crudo contiene meno caffeina, ma in forma legata all’acido cloro genico, che ne riduce i tempi di assorbimento, dilazionandone la concentrazione ematica in maniera graduale. Questo significa dire che il caffè verde crudo permette:

  • un ingresso in circolo più lento della caffeina
  • maggiore emivita
  • minori effetti collaterali

Tali caratteristiche sono ben differenti dal caffè torrefatto il cui contenuto in caffeina dopo l’ingestione viene assorbito entro 30-40′ minuti, al seguito dei quali comincia la relativa metabolizzazione epatica e lo smaltimento renale. Tuttavia, ci sembra opportuno per completezza sottolineare, sulla base di studi effettuati sulla caffeina negli atleti, che la velocità di assorbimento della caffeina nel caffè classico (30-40′) non sembrerebbe indurre sempre in maniera così celere lo smaltimento ematico del nervino, sicché gli effetti dello stesso dipendono da molteplici fattori: dose assunta, attività fisica, assuefazione dell’organismo alla molecola, sesso ed età; questo quindi potrebbe dunque vanificare le spiegazioni che motivano l’utilizzo del caffè verde crudo in sostituzione a quello torrefatto.

Il caffè verde crudo è meno lesivo per lo stomaco? 

Si, uno dei maggiori vantaggi derivanti dal consumo del caffè verde crudo rispetto a quello torrefatto è il pH. Infatti mentre il caffè tradizionale è una bevanda fortemente acida, la bevanda ottenuta dal caffè verde crudo risulta decisamente più vicina al neutro, in termini di Ph, e dunque vanta un impatto meno lesivo a livello della mucosa gastrica.

Il caffè verde vanta un potere antiossidante?

Assolutamente si, il caffè verde crudo è da considerarsi come un’importante fonte di antiossidanti tra cui vale la pena ricordare l’acido ferulico e l’acido caffeico. L’acido caffeico è una sostanza antiossidante, di natura fenolica, contenuta in molti alimenti di origine vegetale, come frutta e verdura, compreso il caffè. Il consumo di alimenti o integratori ricchi di acido caffeico espleta un ruolo potenzialmente protettivo nei confronti di radicali liberi, soggetti partecipanti nello sviluppo di patologie come quelle cardiovascolari ed il cancro. Nei semi di caffè non tostato, detto caffè verde, l’acido caffeico si trova in quantità importanti sottoforma di acido clorogenico, che rappresenta l’estere dell’acido caffeico con l’acido quinico, con il quale condivide le medesime proprietà salutistiche. Una volta ingerito, l’acido clorogenico viene idrolizzato, con conseguente liberazione di acido caffeico, che può essere assorbito ed espletare nell’organismo tutte le preziose funzioni di cui è dotato. Non tutto l’acido clorogenico assunto con la dieta viene tuttavia assorbito (solo il 30% circa), mentre la biodisponibilità dell’acido caffeico è nettamente superiore, è assorbito in misura del 95% circa.

L’acido caffeico ed i suoi derivati godono anche di proprietà antinfiammatorie, che sono dovute alla loro capacità di inibire le ciclossigenasi 1 e 2 (meccanismo d’azione tipico dei FANS) ed altri enzimi chiave coinvolti nel processo infiammatorio.

 

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