Dieta e prova costume

Abbronzatura: una forma di difesa? Da cosa dipende?

Dicesi “abbronzatura” il fenomeno per il quale la cute tende a scurirsi in seguito all’esposizione ai raggi ultravioletti (raggi UV). Tale scurirsi della cute è dovuto alla produzione di melanina, un pigmento di colore bruno contenuto nei melanociti, cellule presenti nell’epidermide.

In maniera grossolana possiamo, dunque, asserire che l’abbronzatura è una forma di difesa che la cute mette in atto per difendersi dagli effetti dannosi che possono essere provocati da un’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti, sia che questi provengano dalla luce solare sia che provengano da fonti di luce artificiale.

Come tutti immaginiamo, l’intensità dell’abbronzatura può essere molto variabile; in quanto legata principalmente a fattori quali:

  • la durata dell’esposizione ai raggi ultravioletti,
  • il fototipo del soggetto, ovverosia una caratteristica del soggetto che dipende dalla quantità e dalla qualità della melanina presente nella pelle.

Una abbronzatura sana comincia da una corretta alimentazione a tavola, con i cibi ricchi di antiossidanti che preparano la pelle all’esposizione al sole e la proteggono.

Quali sono i segreti di una “buona tintarella”?

A prescindere dalla tonalità di carnagione e dal tempo che trascorrerete stesi sotto il sole, per ottenere un’abbronzatura intensa e uniforme è buona regola seguire un’alimentazione equilibrata e bilanciata, assumendo alimenti ricchi in acqua, sali minerali e vitamine.

Prima cosa da fare per avere una pelle abbronzata ed idratata  è bere tantissima acqua, almeno 2 litri al giorno. Ricordatevi che questo piccolo accorgimento vi consentirà di mantenere la cute elastica e rivitalizzata, reintegrare le grosse perdite di liquidi causate dalla sudorazione eccessiva e contrastare gli inestetismi, quali la tanto odiata cellulite .

Perché è importante il beta carotene?

Il beta carotene è un pigmento che conferisce agli alimenti in cui si trova la caratteristica colorazione arancio-rossastra. Il beta-carotene, giunto nell’intestino, viene convertito in parte in vitamina A, una sostanza fondamentale per la salute della pelle e degli occhi, e il resto viene assorbito e immagazzinato come tale.

Ha numerosi funzioni:

  1. E’ un precursore della vitamina A ( o “retinolo”), insieme ad altri carotenoidi, importante per la crescita e per lo sviluppo delle ossa e corpo e per la funzione visiva
  2. In associazione con la vitamina E, ha un elevato potere antiossidante, in grado di rafforzare il sistema immunitario e proteggere quello cardiovascolare, difendendo il corpo dall’attacco dei radicali liberi
  3. Protegge la pelle dall’invecchiamento cellulare e dagli effetti negativi delle radiazioni solari durante l’esposizione al sole, prevenendo la comparsa di eritemi, ossia rossori più o meno vasti accompagnati da prurito e causati da un esposizione inadeguata al sole. Inoltre accumulandosi nella pelle dona un colorito che tende al giallo-arancio che coadiuva l’azione della melanina responsabile della naturale abbronzatura.
  4. E’utile, anche, in presenza di vitiligine, una patologia che causa una diversa distribuzione dei melanociti, cellule che producono melanina, con la formazione di zone più scure e zone più chiare.

Il beta carotene stimola la produzione di melanina?

Il beta-carotene assunto per bocca si deposita in parte nel tessuto adiposo e nella cute conferendo un caratteristico colore arancione dorato alla pelle. Di conseguenza, la sostanza è stata pubblicizzata anche come stimolante dell’abbronzatura. In realtà l’abbronzatura dipende dalla produzione di melanina.

Dunque, attenzione! Non vi è alcuna relazione tra l’assunzione di betacarotene e produzione di melanina. La produzione di quest’ultima dipende solo dall’esposizione al sole, non è stato dimostrato alcun legame con l’assunzione di carotenoidi.

Quali sono le fonti più ricche di beta carotene?

Tra gli alimenti a maggior contenuto di carotenoidi vi sono la carota,  contenente circa 1200 microgrammi di vitamina A ogni cento grammi di prodotto, più del doppio della razione giornaliera raccomandata. In generale, però, il beta carotene abbonda nei vegetali gialli, arancioni come pesche, albicocche, zucca, pompelmi, paprika, angurie. Anche verdure verdi come broccoli, rucola, lattuga e spinaci contengono il beta carotene, sebbene in tali alimenti il pigmento arancione è celato da quello verde clorofilla. Ottime fonti sono anche cereali come il mais e l’orzo.

Le abbuffate di carote sono sufficienti?

Frutta e verdura arancioni contengono sostanze importanti per l’epidermide come vitamine e antiossidanti, ma per evitare che la tintarella faccia venire le rughe occorre seguire una dieta con tutti i nutrienti fondamentali: carboidrati, fibre, proteine, sali minerali,vitamine e grassi.

Il betacarotene, presente nelle carote e non solo e che può essere convertito nell’organismo invitamina A, sarà reso più facilmente disponibile se assunto insieme ad un po’ di grassi, dunque è piuttosto utile condire le carote con l’olio extravergine d’oliva sicché il beta carotene, come tutti i carotenoidi, sono liposolubili, cioè si sciolgono nei grassi.

Le creme con beta carotene sono utili?

Molte creme protettive o nutrienti presentano tra gli ingredienti beta-carotene. Il suo effetto è praticamente nullo, perché la trasformazione in vitamina A avviene solo nell’intestino e anche se le creme avessero vitamina A sarebbero comunque assolutamente inutili.

Perché gli antiossidanti sono importanti?

Gli antiossidanti, sono in grado di proteggere la pelle dall’invecchiamento cutaneo e dagli effetti dannosi dei raggi U-V. Questa classe di sostanze, tra cui ricordiamo le vitamine A, C, E, il selenio e il coenzima Q-10, sono presenti in gran parte degli alimenti di origine vegetale.

Acqua, frutta e verdura devono dunque avere un ruolo primario, senza dimenticare di assumere anche gli altri nutrienti nelle giuste proporzioni.

Quali sono i Consigli alimentari pro-abbronzatura?

  • Cercate di bere almeno 2 litri di acqua al giorno.
  • Consumate molta frutta e verdura; quando necessario è possibile reintegrare i sali minerali persi con integratori idrosalini.
  • La verdura va consumata preferibilmente cruda o cotta al vapore o bollita.
  • Agli aperitivi chiedete spremute e succhi di frutta, limitando il consumo di alcolici e di bibite gassate, eccessivamente zuccherate.
  • Tra i condimenti preferite l’olio extravergine di oliva perché aumenta l’assorbimento del betacarotene.
  • I pasti non devono essere troppo ricchi ed elaborati. E’ preferibile fare pasti piccoli e frequenti (almeno 4) che non una o due abbuffate al giorno.

Melanina e Colore della pelle: da cosa dipende? 

La melanina è un pigmento cutaneo responsabile del colore della pelle e dell’ imbrunimento della stessa quando ci si espone al sole.

Tuttavia, in misura minore, il colore della pelle è determinato anche da:

  • L’emoglobina che, quando lega l’ossigeno, conferisce al sangue un colore rosso vivace, donando alla pelle una colorazione rosata. Viceversa, quando l’emoglobina è dissociata il sangue assume un colore bluastro e ciò può conferire alla pelle una colorazione cianotica (grigio-bluastra). Il fenomeno è più evidente negli individui di pelle chiara.
  • I carotenoidi, pigmenti, presenti negli alimenti di colore giallo-arancio, in primis le carote, seguite da paprika, albicocche, peperoni, pomodori ecc.) contribuiscono a determinare il colorito cutaneo. Se la dieta di un individuo è particolarmente ricca di questi alimenti la sua pelle, soprattutto nei palmi delle mani, può assumere una colorazione vagamente giallastra. Si parla in questi casi di carotenosi.

La melanina viene prodotta dai melanociti, cellule dendritiche appartenenti allo strato basale dell’epidermide. Nell’individuo che invecchia il numero di melanociti attivi, cioè in grado di produrre melanina, diminuisce progressivamente. Questo fenomeno diventa eclatante a livello dei capelli, il cui incanutimento, processo per cui, con l’avanzare degli anni, i capelli diventano gradualmente prima grigi e poi bianchi, è legato proprio alla perdita di attività dei melanociti presenti nei follicoli piliferi.

Quali sono le funzioni della melanina?

La melanina ha essenzialmente una funzione protettiva, nei confronti dell’azione nociva dei raggi ultravioletti,  formando una sorta di schermo protettivo che funge da filtro, assorbendo e respingendo parte delle radiazioni solari.
La melanina neutralizza efficacemente la produzione di radicali liberi in risposta ai raggi UV, prevenendo l’invecchiamento cutaneo ed alcune patologie degenerative.

Da cosa dipende la quantità di melanina?

La quantità e la distribuzione di melanina nella cute varia anche in funzione di molti parametri, legati alla razza, all’età (la pelle dei bambini è meno protetta dalle radiazioni solari) e alla regione corporea (le zone maggiormente esposte sono più pigmentate ma lo sono anche aeree coperte, come l’areola mammaria o le aree anogenitali).

Sulla distribuzione della melanina incidono anche abitudini e condizioni di vita. A tal proposito la latitudine è senza dubbio uno degli aspetti più interessanti ed influenti.

Gli individui che popolano le regioni equatoriali hanno in genere la pelle più scura rispetto alle popolazioni nordiche che, al contrario, possiedono un colorito particolarmente pallido. Queste differenze non sono casuali, ma derivano dal naturale processo di selezione evolutiva, che sceglie e mantiene soltanto quelle caratteristiche necessarie per la preservazione ed il miglioramento della specie. Millennio dopo millennio, la selezione naturale ha avvantaggiato individui con pelli scure nelle regioni tropicali ed individui con pelli chiare nelle regioni nordiche.

Inoltre occorre aggiungere che la ragione più importante alla base del processo di selezione e differenziamento sembrerebbe essere legata alla capacità della pelle scura di prevenire la distruzione dei folati, causata dalla forte esposizione ai raggi ultravioletti. I folati, o vitamina B9,  sono estremamente importanti durante la gravidanza, dato che una loro carenza si accompagna ad alto rischio di alterazioni del tubo neurale (una formazione embrionale destinata a formare il canale che racchiude il midollo spinale). Se l’alimentazione della gestante è povera di folati, il tubo neurale dell’embrione può svilupparsi in maniera anomala, dando origine a patologie estremamente gravi come la spina bifida. I folati sono essenziali anche per la fertilità maschile, poiché partecipano al processo di spermatogenesi, che in carenza di tali vitamine rallenta, causando sterilità .

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